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Arrestato un luogotenente dei Casalesi: Nicola Panaro PDF Stampa E-mail

E' stato arrestato a Lusciano, nel casertano, Nicola Panaro, ritenuto dagli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia un elemento di primo piano del clan dei Casalesi. Panaro viene ritenuto il luogotenente di Nicola Schiavone, figlio del boss dei Casalesi Francesco, detto 'Sandokan'. Panaro era tra i trenta ricercati piu' pericolosi.

Latitante dal 2003, l'uomo era ricercato in base a ben cinque ordinanze di custodia cautelare tutte per associazione mafiosa e anche per estorsione. L'arresto e' stato eseguito dai carabinieri di Casal di Principe.

L'appartamento dove si nascondeva Panaro era tecnologicamente protetto: telecamere installate ovunque, per riprendere chiunque si avvicinasse alla sua abitazione. Il ricercato era da solo in casa e si e' subito arreso ai carabinieri. In casa non c'erano armi. I militari hanno perquisito l'abitazione a caccia di eventuali elementi utili nella lotta alla camorra casalese. Il blitz e' stato coordinato dal procuratore aggiunto Federico Cafiero de Raho coordinatore della Direzione distrettuale antimafia di Napoli e dal pm Giovanni Conso.

Secondo gli inquirenti Panaro, con Nicola Schiavone libero, reggeva le sorti della cosca capeggiata da Francesco Schiavone.

 

 

 

Ultimo aggiornamento Martedì 20 Aprile 2010 16:13
 
Angri. Case della camorra consegnate a tre onlus PDF Stampa E-mail

Angri. Sono state consegnate il 14 aprile 2010 alla Casa del Cittadino di Angri, le chiavi di tre case confiscate alla malavita ad altrettante associazioni di volontariato. Sarà il neo sindaco Pasquale Mauri a presenziare alla cerimonia che ha soprattutto un valore simbolico. A beneficiare dei tre locali sono associazioni senza scopo di lucro che hanno risposto ad un bando voluto dal commissario prefettizio. Una giornata importante se si pensa che i beni confiscati alla camorra prima di essere riutilizzati attendono tempi lunghissimi.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Aprile 2010 17:56
 
Un suicidio al carcere di Santa Maria Capua Vetere PDF Stampa E-mail

Un altro detenuto suicida ieri sera nel carcere di Santa Maria Capua Vetere. A denunciarlo è Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe. ''Ancora morte in carcere, ancora un detenuto suicida. Ieri sera - si legge in una nota - nella casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere si è tolto la vita un detenuto italiano di 40 anni, sieropositivo. L'uomo si è suicidato inalando il gas delle bombolette che tutti i reclusi legittimamente hanno per cucinare e riscaldare cibi e bevande, come prevede il regolamento penitenziario''.

''E' l'ennesimo fatto drammatico - sottolinea il sindacalista - che testimonia ancora una volta l'urgente necessità di intervenire immediatamente sull'organizzazione e la gestione delle carceri, dove il numero esorbitante dei detenuti e la carenza di personale non consentono più alla Polizia penitenziaria di garantire i controlli necessari''.
''Il modo in cui è morto il detenuto del carcere di Santa Maria Capua Vetere - sottolinea - analogo a quello posto in essere pochi giorni fa nel penitenziario di Reggio Emilia da un altro detenuto suicida, ricorda quello di un altro ristretto morto nel carcere di Pavia qualche anno fa; episodio per cui l' amministrazione penitenziaria fu condannata a risarcire i familiari con 150mila euro. Riteniamo che sia giunto il momento di rivedere il regolamento penitenziario, al fine di vietare l' uso delle bombolette di gas, visto che l'amministrazione assicura il vitto a tutti i detenuti''.

''Indubbiamente - prosegue il sindacalista - la carenza di personale di Polizia penitenziaria e di figure professionali specializzate nonchè il costante sovraffollamento delle carceri italiani sono temi che si dibattono da tempo e sono concause di questi tragici episodi''.

A Santa Maria Capua Vetere sono più di 940 i detenuti a fronte di 547 posti letto e i due terzi dei presenti sono imputati, cioè in attesa di sentenza definitiva. I detenuti stranieri sono circa il 25% dei presenti mentre le carenze di personale di Polizia penitenziaria sono stimate in circa 20/25 unità.

''Bisogna - si conclude la nota del Sappe - che sulle criticità penitenziarie si intervenga quanto prima e con estrema urgenza, per evitare l'implosione del sistema. E questo chiederà il Sappe domani a Roma in un incontro programmato con il ministro della Giustizia Angelino Alfano''.

Fonte Caserta c'è

Ultimo aggiornamento Martedì 13 Aprile 2010 06:16
 
Minacce al giudice Raffaello Magi PDF Stampa E-mail

Il sangue trovato sulla casa del giudice appartiene a un uomo

Andrà avanti nel suo lavoro, il giudice Raffaello Magi, nonostante le intimidazioni: il magistrato estensore della sentenza del processo Spartacus, che nei giorni scorsi ha trovato una striscia di sangue umano davanti alla porta di casa a Caserta, parla del lavoro svolto negli ultimi 16 anni nelle terre di 'Gomorra'. Spiega di non avere paura e di seguire, come sempre, nel suo lavoro, innanzitutto la pista della "prova"; già in passato però, aggiunge anche, un pentito disse che c'era il progetto di eliminarlo: "Un collaboratore di giustizia, diversi anni fa, a processo concluso, disse che c'era un piano per eliminare me e Catello Marano (presidente di Corte d'assise, ndr.). Disse che eravamo stati seguiti. Dal 2005 giro sempre accompagnato".
"Una scorta leggera", continua. Se dalle indagini dovesse accertarsi che l'ultima intimidazione ricevuta sia effettivamente di matrice camorristica, "si dovrebbe porre il problema di un rafforzamento delle misure di sicurezza", per la sua persona e per la sua famiglia. "L'ipotesi accidentale è stata esclusa dagli inquirenti - continua - e ieri mi hanno detto che si tratta di sangue umano. Certo non è un episodio simpatico. E ho qualche preoccupazione per la mia famiglia".

Le analisi effettuate dai carabinieri del Ris hanno confermato che si tratta di sangue umano e questo lascia aperta la porta anche a una lettura accidentale dell´accaduto, riconducibile magari al ferimento casuale di qualche operaio, rispetto all´ipotesi, ben più preoccupante, del messaggio intimidatorio lanciato nei confronti del giudice. L´altra circostanza al vaglio degli inquirenti riguarda la segnalazione di un´auto che, in orario giudicato "compatibile" con il ritrovamento delle macchie di sangue, è stata notata da alcuni testimoni mentre girava intorno all´edificio dove Magi vive. Aspetti ai quali si lavora nell´intento di chiarire l´esatta portata dei due episodi ed eventuali collegamenti con il clima di tensione che da tempo ormai accompagna magistrati, giornalisti e investigatori maggiormente esposti sul fronte delle indagini contro la cosca malavitosa del casertano.

I testimoni sentiti dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere non hanno fornito elementi utili a fare luce sulla vicenda né risulta che operai di un cantiere vicino o addetti alle pulizie si siano graffiati o abbiamo perso sangue nei pressi del luogo dove è stata rinvenuta la scia. Solidarietà a Magi è stata espressa dal presidente della Provincia di Caserta. Interviene anche il presidente della giunta distrettuale dell´Anm, Francesco Cananzi, che afferma: «Quello capitato a Magi è un episodio allarmante che va verificato con tutta la cautela del caso. Ma a parte il caso specifico, rimane un dato evidente: a fronte di un´azione della magistratura che, a Caserta come a Napoli, sta diventando sempre più efficace e penetrante anche attraverso l´aggressione ai patrimoni dei clan, occorre massima attenzione e capacità di interventi rapidi da parte delle autorità preposte alla vigilanza per garantire tranquillità e serenità ai magistrati. Su questo auspichiamo sensibilità sempre maggiore da parte dei ministeri dell´Interno e della Giustizia».


Fonte:
la Repubblica, 10 aprile 2010



Ultimo aggiornamento Martedì 13 Aprile 2010 06:16
 
Parole a ruota libera di Roberto Saviano sul nucleare PDF Stampa E-mail

Onestamente queste parole di Roberto Saviano, sono parole a ruota libera e senza alcun fondamento, almeno per quanto riguarda la questione dello sfruttamento dell'energia nucleare, se mai riusciremo ad averla in Italia, e sulle eventuali scorie che le centrali nucleari andrebbero a creare.

Nell'ultima parte, poi, Saviano riprende una notizia ormai vecchia di anni e già pubblicata su tutta la stampa locale della provincia di Caserta, la stessa stampa che Saviano definisce vergognosa e quasi clanistica, ossia, il problema dell'inquinamento creato dai clan e noi aggiungiamo con le connivenze dei colletti bianchi e dei politici corrotti. Questo è un problema reale, problema da noi conosciuto oramai da decine di anni, e sul quale sentire il pressapochismo di Roberto Saviano non ci è di grande aiuto.

Sulla questione dello sfruttamento dell'energia nucleare, oramai, un paese come l'Italia non può farne a meno e sulla gestione delle scorie certamente non potrà mai intervenire la mano dei clan, dei colletti bianchi e dei politici corrotti che operano nel nostro territorio, essendo questa una questione di carattere nazionale alla quale dovrà rispondere in maniera certa e chiara la normativa nazionale.

 

 

 

Ultimo aggiornamento Lunedì 12 Aprile 2010 05:19
 
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