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Alberto Puliafito, Protezione Civile Spa - Quando la gestione dell'emergenza si fa business, Aliberti Editore, 2010, euro 17,00

“All’Aquila non c’è una democrazia della comunicazione” sarebbero queste le prime parole rivolte da un aquilano all’autore del libro Protezione Civile Spa, Alberto Puliafito, che l’hanno portato a scrivere il volume. E’ una storia abbastanza documentata sul primo anno del post-terremoto all’Aquila, che parte, però, a nostro modo di vedere, da un punto di vista aprioristicamente dato, che viene rafforzato dalle varie inchieste giudiziarie che hanno coinvolto il capo indiscusso ed indiscutibile della Protezione Civile italiana Guido Bertolaso.

Dare un minimo di credito alle tesi esposte in questo libro è comunque necessario, per chi voglia rileggere con obiettività ed ascoltando tutti i punti di vista, tutto ciò che è avvenuto dopo il terremoto dell’Aquila, fermo restando che poi dovrà essere la magistratura a scrivere eventuali sentenze nel caso in cui si riscontrassero delle effettive ipotesi di reato.

La gestione del post terremoto all’Aquila come verrà ricordata fra 20 o 30 anni, non tocca ancora a noi deciderlo, ma mi sento di dire che non sarà un nuovo post-terremoto dell’Irpinia, sono finiti, infatti, quei tempi dorati per la politica con la p minuscola, che su ogni situazione emergenziale riuscivano a derubare letteralmente le casse dello Stato, restando poi totalmente impuniti. Per il post-terremoto dell’Irpinia, infatti, nessuno ha pagato finora penalmente ed è assurdo che per quella che è stata una delle orge pubbliche si giunta dopo ventinove anni la prescrizione e che il fatto, scandaloso, sia passato solo in qualche trafiletto della stampa che conta.

All’Aquila non si ripeterà ciò che è successo per l’Irpinia, la magistratura se deve operare, che operi in maniera seria e repentina, la Protezione Civile continui a fare ciò che finora ha fatto e che le è stato riconosciuto anche internazionalmente, i giornalisti seri continuino a fare il loro lavoro d’inchiesta e ad informare i cittadini su tutto quanto riescono a scoprire.