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Ci sono importanti giornali nazionali che nella loro edizione casertana e siti internet locali casertani che si occupano, a loro dire, di informazione, che senza alcun tipo di preoccupazione continuano a sfoggiare sulle proprie pagine pubblicità di "importanti" realtà “imprenditoriali” operanti nel territorio casertano, finite da tempo nel mirino della magistratura e che hanno significato per il territorio casertano unicamente uno sciupio di denaro pubblico una parte del quale, vista l'assiduità delle loro pubblicità, è stato investito nell'acquisto di questa parte della stampa!
Su queste stesse pagine molto spesso vengono ospitate pubblicità o articoli la cui finalità è solo propagandistica anche di enti pubblici o giù di li, molto spesso anche questi finiti nel mirino della magistratura, e/o di importanti associazioni che cercano proseliti per le loro iniziative.
E’ da sottolineare che molto spesso i giornalisti, che scrivono su questi siti internet e su questi importanti giornali nazionali nella loro edizione casertana, risultano essere sempre i medesimi.
Ancora più allarmante è il fatto che molto spesso alcuni colleghi riescono a ricoprire contemporaneamente la veste di addetti stampa ufficiali delle società, dei consorzi imprenditoriali e/o delle associazioni nelle quali si muovono ed allo stesso tempo pretendono di ricoprire la veste di giornalisti super partes, mentre il loro punto di vista risulta essere viziato in maniera pressoché indecente e quindi quanto scrivono è semplice propaganda e non vera informazione.
E’ sconcertante che alcuni di questi giornalisti, in occasione, dell’arresto del collega Gianluigi Guarino, si siano spinti, mossi dal loro intuibile tornaconto personale ed economico, addirittura a giustificare la detenzione del collega e ad invitare lo stesso a fare un reportage sul sistema carcerario italiano.
Ebbene questi colleghi dovrebbero innanzitutto vergognarsi di ciò che hanno scritto sul collega Gianluigi Guarino ed in secondo luogo svestirsi delle loro posticce vesti di santità e rendersi conto di essere unicamente dei prezzolati nelle mani del potentato di turno che li foraggia in continuazione, pronti a svendere le proprie parole al primo che mette loro in mano una manciata di euro.
Io Luigi Cangiano, da giornalista libero e senza alcun tipo di vincolo con chicchessia, continuo nella difesa del collega Gianluigi Guarino, una difesa che dovrebbe essere posta in essere con fatti concreti da ogni collega giornalista senza se e senza ma.
Ho trovato raccapriccianti, faziosi e ipocriti i messaggi di alcuni colleghi, che a chiacchiere dicono di essere per la libertà di stampa, ma che poi, molto spesso, rivestono la qualifica più di querelomani che non di veri e propri giornalisti, fottendosene persino di querelare i loro colleghi.
Contro questa tipologia di colleghi, noi giornalisti liberi, dobbiamo batterci per non veder soffocata la nostra voglia di raccontare la verità.
Siamo certamente di più, siamo quelli che scrivono per amore di farlo, siamo quelli che raramente vengono pagati per il loro lavoro, siamo gente che vuole il trionfo della verità nella terra più marcia che possa esistere in Italia: la provincia di Caserta, l'impero della camorra politica, economica e sociale.!
Luigi Cangiano
Giornalista
www.stopcamorra.it
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