Casal di Principe. I furti alla tomba di don Diana per noi sono opera di ladruncoli. Stampa
Scritto da Luigi Cangiano   
Martedì 24 Aprile 2012 10:27

Il punto di vista di Stop Camorra, ed in particolare del suo presidente dott. Luigi Cangiano, giornalista anticamorra da sempre, sul caso dei furti operati nella tomba di don Peppe Diana, è molto diverso da quello di altri colleghi giornalisti e/o esponenti della magistratura.

“Si sta a nostro avviso ingigantendo un caso che non andava in nessun modo ingigantito, non accorgendosi che così facendo l’unico grande effetto che si ottiene è rafforzare e pubblicizzare la camorra, come se questa ne avesse anche bisogno. Certe volte bisognerebbe abbassare i toni e risolvere le questioni, invece, di scatenare ogni volta l’inferno mediatico per poi accorgersi che si trattava solo di una bolla di sapone. Tutto ciò però si fa con la serietà, l’ingrediente principale di cui si è carenti al giorno d’oggi. Fin dal primo momento, noi  avevamo affermato che i furti operati erano con ogni probabilità l’opera o di qualche ragazzino o di qualche ladruncolo razziatore di oggetti cimiteriali. Troppi hanno, invece, immediatamente voluto vedere la mano della camorra, dipingendo la stessa prima come stracciona e puerile dopo gli arresti dei latitanti più importanti ultimi dei quali Michele Zagaria ed Antonio Iovine, ma poi riconoscendo agli stessi un disegno criminale di una finezza intellettuale degna di Richelieu. Ebbene, queste ricostruzioni, che purtroppo, ci troviamo costretti a leggere, anche su quotidiani, fino a quale anno fa, di un certo spessore oggi ci fanno rendere conto, che una vera stampa ed un vero giornalismo, nelle nostre terre e soprattutto in provincia di Caserta, non esiste o quanto meno non lo si può leggere sui quotidiani cartacei,   troppo spesso invasi da giornalisti impegnati più a dimostrare i loro teoremi, frutto molto spesso di scopiazzature di resoconti giudiziari, che non a raccontare ai lettori i fatti e le circostanze reali degli avvenimenti. C’è da segnalare anche che alcuni di questi giornalisti sono anche impegnati in attività politica od in attività di associazioni che combattono la camorra e quindi queste azioni mediatiche clamorose nascondono senza veli il loro immediato tornaconto. I morti dovrebbero essere lasciati in pace, almeno loro, mentre, troppo spesso, anche coloro che dicono di volerne proteggere la memoria, probabilmente senza accorgersene, provocano un clamore che sicuramente non fa piacere, alle persone serie: i defunti”. Onestamente leggere anche affermazioni di magistrati di un certo spessore, rilasciate a ruota libera o riportate travisandone i contenuti è veramente una cosa che, da giornalisti di verità,  ci fa male. Ripetiamo i furti operati nella tomba di don Diana, sono per noi da ricollegare agli ambienti della microcriminalità locale e soprattutto dei cosiddetti ladri cimiteriali, se si vuole veramente trovare il colpevole di quanto è accaduto è li che lo si deve cercare, altrimenti, come troppo spesso accade, si farà il solito buco nell’acqua ed il reale colpevole dei furti non  sarà preso, ci da conferma di questa nostra idea anche il fatto che l’oggetto di maggior pregio che è stato trafugato è stato fatto ritrovare, segno inequivocabile che il ladro è della zona e resosi conto del clamore che il suo furto aveva provocato ha cercato di porvi rimedio”.

Ultimo aggiornamento Giovedì 26 Aprile 2012 08:17