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IOVINE "rivela" nel 2014, cose che denuncio da 20 anni! PDF Stampa E-mail
Scritto da Luigi Cangiano   
Giovedì 29 Maggio 2014 11:04

 

Denuncio da circa 20 anni (e ne ho solo 38), ciò che Antonio Iovine “rivela” solo ora.

Pongo tra virgolette il termine rivela, perché le parole di Iovine, sul marciume completo dei politici al potere nella nostra terra, almeno a me è cosa nota da anni ed anni. Ho scritto e riscritto su questi temi prendendo come risposta solo insulti, ed a volte persino denunce, da parte di chi, marcio al proprio interno, non voleva essere accostato alla camorra benché ne fosse un chiaro collaboratore o quanto meno approfittatore.

PDS/DS/PD – Forza Italia/PDL/Forza Italia, nella nostra terra rappresentano il potere marcio e sono l'una lo specchio dell'altro schieramento.

Lo denuncio da 20 anni che sono la stessa melma, nessuno dei due schieramenti può dire all'altro di essere migliore, sono entrambi allo stesso tempo madri e padri, figli e figliocci del sistema politico-economico-camorristico che governa la nostra terra.

Le persone serie in questa terra, se si candidano alle elezioni non vengono votate. Un esempio su tutti è il movimento STOP CAMORRA che più volte presentato alle elezioni non ha mai ricevuto voti, perchè dire STOP CAMORRA nella nostra terra, vuol dire da me non otterrai raccomandazioni, da me non otterrai agevolazioni di nessun tipo, da me non otterrai appalti, da me al massimo otterrai una denuncia ai Carabinieri se solo ti accosti per cercare di corrompermi o minacciarmi.

Parliamoci chiaro ciò che dice Iovine è solo una parte! I magistrati non possono far finta di non saperlo, o se davvero lo scoprono solo ora che per favore cambino mestiere, perché per distruggere il male assoluto c'è bisogno di persone quantomeno capaci e coraggiose! Ora indaghino, vadano a fondo e scopriranno che anche fra di loro si nascondono troppi appartenenti al sistema. Gente, solo per fare un esempio, che mentre sta indagando su un appalto a dir poco gonfiato di un'istituzione, si ritrova dopo pochi mesi parenti di primo grado assunti nella stessa istituzione.

Il marciume è ancora più ampio e si nasconde in tutti i palazzi che contano nella nostra terra, in tutte le sue istituzioni, in tutti i suoi centri di potere, fra tutti gli “imprenditori” che contano, fra tutti i “dirigenti ed i funzionari” che contano e che creano clientele familistiche, persino nelle università con facoltà con più “professori” che studenti, che definire ridicole e create solo per dare cattedre a figli “ignoranti ma titolati” di politici/alti dirigenti/magistrati è anche un complimento, data la loro assoluta nullità o peggio ancora negatività intellettuale.

La camorra è nei professionisti corrotti: ingegneri, commercialisti, avvocati, medici, che con i loro servigi riescono a succhiare soldi dallo Stato, dall'UE, dall'imprese assicuratrici.

Nella nostra terra non si salva quasi nessuno, altrimenti non si spiegherebbe che alle elezioni vincono sempre gli stessi cialtroni, accattoni, ladri, camorristi che da settanta anni governano la nostra terra.

Ecco qui! Non ci vuole Iovine per farci comprendere che melma è la provincia di Caserta, la provincia più corrotta d'Italia, dove almeno il 95% della politica, dell'economia e delle Istituzioni è essa stessa il sistema e non semplice parte del sistema.

Nessuno che in provincia di Caserta abbia ricoperto cariche pubbliche negli ultimi 70 anni, dovrebbe avere diritto di parlare del sistema, perché se ha ricoperto tali cariche è esso stesso figlio del sistema, i cittadini onesti, se ancora esistono, debbono comprenderlo.

Una provincia dove, purtroppo, sono sicuro anche questa volta non cambierà nulla!

Una provincia d'Italia dove per liberarci da questo sistema occorrerebbe una missione internazionale anzi, probabilmente, neppure quella basterebbe, a rendere veramente democratiche e scelte da un popolo libero le istituzioni.

 

Luigi Cangiano

Presidente STOP CAMORRA

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 29 Maggio 2014 11:54
 
Saviano querelato da M.G. Cucinotta e dal marito PDF Stampa E-mail
Scritto da Luigi Cangiano   
Domenica 23 Marzo 2014 05:40

Dopo una recentissima storia di post, palesemente ed acriticamente diffamatori, via twitter e facebook di Roberto Saviano su Giulio Violati e Maria Grazia Cucinotta, i due coniugi hanno deciso di dare mandato ai loro legali per querelare il noto scrittore campano. I post riguardano il caso di Federica Gagliardi, la dama bianca, fermata con 24 kg di cocaina purissima che secondo Saviano sarebbe stata presentata alla Polverini dal marito della Cucinotta, inoltre, Saviano ritiene che un conoscente sempre del marito della Cucinotta, sia un uomo vicino alla N'drangheta. Tutte rivelazioni che Saviano non suffraga minimamente di contenuti, incorrendo palesamente nella diffamazione, alla faccia della tanto sponsorizzata macchina del fango di cui Saviano ciacia solo a vanvera.

E' davvero strano che uno scrittore come Saviano possa trascendere in questo modo, senza prove e senza contenuti.

E' ancora più strano che da anni, noi di Stop Camorra, chiediamo a Saviano, come mai suoi personaggi eroici e modelli di vita, citati a pieno titolo in Gomorra, e che Saviano sta sponsorizzando a destra e a manca facendoli ergere dal grigiore in cui sono sempre vissuti, siano stati soci di un noto camorrista ecomafioso esponente di spicco del clan dei Casalesi attualmente ancora detenuto nelle patrie galere.

Caro Saviano, diceva una personaggio importante, pensiamo minimamente più importante di te, chi è puro scagli la prima pietra! Ebbene caro Saviano ci sa che tu la tua purezza l'hai persa da tempo, scendi dal piedistallo che ti sei autocostruito e se vuoi un giorno spiegaci come mai ritieni eroi ed amici fidati persone che sono stati soci di un noto ecomafioso ed anche di tanta altra gente il cui spessore di corruttela è abnorme, quando avrai fatto questo probabilmente potrai ancora continuare a scagliare pietre, ma senza farlo le tue parole sono solo diffamazione mischiate al nulla!

 

Ultimo aggiornamento Domenica 23 Marzo 2014 06:01
 
A 20 anni dall'omicidio di Don Peppe Diana PDF Stampa E-mail
Scritto da Luigi Cangiano   
Mercoledì 19 Marzo 2014 15:29

A 20 anni dal barbaro omicidio di camorra del Parroco Don Peppe Diana, Stop Camorra lo ricorda esattamente come fosse accaduto tutto solo ieri.

La fiction sulla sua vita, che sta andando in onda su Rai Uno in questi giorni (18 e 19 marzo 2014), rende solo in minima parte, merito alla vita di questo coraggioso parroco che ha combattuto veramente ed a mani nude contro la camorra, a differenza di tanta antimafia politicizzata, di regime ed a volte perfino collusa con la stessa criminalità, oggi impegnata, più nella spartizione clientelare della gestione dei beni confiscati alla camorra ed alle altre criminalità organizzate, che non seriamente impegnata in una lotta senza quartiere contro la criminalità e tutti i suoi loschi traffici, come certamente fu, invece, don Peppe.

La fiction non può rendere seriamente giustizia a don Peppe, anzi forse volendolo mitizzare finisce per sminuirne la figura, di vero educatore e di profondo conoscitore dei problemi di camorra della nostra terra.

Noi don Peppe lo conosciamo così e ci piace ricordarlo così, forse perché noi non abbiamo tornaconti da gestire e scheletri nell'armadio da nascondere nei doppifondi della nostra coscienza, dove dietro ad una copertina patinata si celano i peggiori vizi dell'animo umano.

La lotta di Stop Camorra contro la camorra e contro la politica e le istituzioni corrotte, sarà sempre uguale a quella che don Peppe portava avanti, pura, limpida, trasparente: un pugno nello stomaco a chi è marcio dentro, ma sempre una ventata di giustizia nell'animo delle persone oneste.

Grazie don Peppe di essere esistito e di continuare ad esistere nel cuore delle persone perbene che attendono ancora con fiducia, nonostante tutto, il riscatto morale, sociale, politico ed economico della nostra terra e di tutti gli uomini che in essa vivono!

Abbiamo un sogno, probabilmente lo stesso sogno di Don Peppe, vivere in un mondo di persone oneste e laboriose, dove regni una giustizia ed una politica scevra da corruzione e da tornaconti personali, un mondo perfetto, un'illusione che un giorno, per i nostri figli, speriamo di veder realizzata.

 

 

Ultimo aggiornamento Domenica 23 Marzo 2014 05:58
 
Saviano e le valigie diplomatiche. Berlusconi e Lavitola dietro la dama bianca? PDF Stampa E-mail
Scritto da Luigi Cangiano   
Domenica 16 Marzo 2014 07:19

Dalla dama bianca a Saviano, passando per un carico di 24 kg di cocaina purissima, il passo è breve, perché non appena lo scrittore campano (attualmente sotto cura di psicofarmaci, come da egli stesso dichiarato), sente odore di coca, subito  in lui si riaccende la voglia di scrivere.

Il tema spaccio, piazze di spaccio, traffico internazionale di stupefacenti è, infatti, come tutti coloro che conoscono l'opera di Saviano sanno, un tema oltremodo ricorrente, diremmo addirittura ridondante e ripetitivo, da Gomorra a zero,zero,zero, Saviano è maniacale nella ricostruzione delle vie della droga e degli immensi profitti che su di essa si creano. A Scampia, i delinquenti lo stanno ancora ringraziando per l'enorme pubblicità e relativa ricaduta economica, fatta a quella piazza di spaccio, da Saviano dipinta, in modo eccelso, quale la più grande piazza di spaccio d'Europa!

Saviano ora dice, che molto spesso i narcotrafficanti utilizzano i voli diplomatici per porre in essere i loro traffici. Il dubbio viene a tutti, anche perché i bagagli diplomatici, le cosiddette, valigie diplomatiche godono di un vero e proprio status di immunità, garantito ad esse dal diritto internazionale ed è quindi, facilmente presumibile, che un ambasciatore, un console, un agente diplomatico corrotto possa fare qualsiasi tipo di traffico in quel genere di bagagli. Oltre agli stupefacenti, potrebbero liberamente trasportare armi, esplosivi e/o altro.

La dama bianca però, bisognerebbe ricordarlo a Saviano, non è una diplomatica, non è perfettamente nessuno, è solo una ragazza di 31 anni, che dopo essersi laureata, ha fatto il giro delle sette chiese per trovare un'occupazione abbastanza redditizia, come consulente alla Regione Lazio messa li per provvedimento di Renata Polverini, dopo che la ragazza era già passata per le fila dell'Italia dei Valori e di altri partiti del centrosinistra.

Considerato tutto quanto sappiamo sulle avventure galanti, al limite della pornografia, di Silvio Berlusconi, questa ragazza,  avendo unicamente come merito la sua avvenenza si ritrovò fra gli accompagnatori di Berlusconi nel suo viaggio al G8 in Canada.

E' molto probabile che Berlusconi se la sia portata anche a letto, ma essendo la ragazza, all'epoca maggiorenne non penso che la P.M. Ilda Boccassini voglia aprire un fascicolo anche per questo, anche perché,  purtroppo, il meretricio, sia eterossesuale che omossessuale,  è una delle attività con le quali maggiormente si riesce a far carriera in Italia.

Che, questa ragazza, abbia avuto anche dei rapporti sessualprofessionali anche con Valterino Lavitola, faccendiere senza scrupoli sulla tratta Panama-Montecarlo di Berlusconi, non è dato sapere, qualche foto pubblica, dove vengono ritratti insieme non è che possa dirci più di tanto, se non suffragata da prove più sostanziose.

Bisognerebbe quindi dire a Saviano che questa ragazza non aveva una valigia diplimatica, non viaggiava su un volo diplomatico, tornava dal Venezuela dove probabilmente svolgeva il lavoro di corriere della droga, almeno a quanto appare dai primi stralci di verbali di interrogatorio che iniziano a saltar fuori. Ci si chiede come sia passata all'Aeroporto di Caracas e quasi vien da ridere, corrompendo chi controllava, molto ma molto semplice, la cosa più semplice di questo mondo, probabilmente uno o più corrotti dovevano essere anche all'aeroporto di arrivo in Italia, ma alla fine qualcosa deve essere andato storto e la dama bianca è stata beccata con il suo trolley ripieno con 24 kg di cocaina.

Chi c'è dietro questo traffico? Io non saprei, ma probabilmente per Saviano un colpevole già esiste: Silvio Berlusconi!

 

Ultimo aggiornamento Domenica 23 Marzo 2014 05:58
 
Renzi ma Gentile lo cacci o te lo tieni stretto? PDF Stampa E-mail
Lunedì 03 Marzo 2014 16:14

Roma, 3 mar. (Adnkronos/Ign) - Continua la polemica su Antonio Gentile, il sottosegretario alle Infrastrutture del governo Renzi finito nella bufera per presunte pressioni su un quotidiano calabrese per non far pubblicare un articolo sul figlio.

Il Movimento Cinque Stelle è sul piede di guerra e sta preparando la mozione di sfiducia individuale contro il sottosegretario. "I nostri uffici stanno lavorando, stanno predisponendo una mozione di sfiducia. Questo pomeriggio ne discutiamo in assemblea e decidiamo, ma credo che problemi non ce siano" spiega all'Adnkronos il senatore M5S ed ex capogruppo a Palazzo Madama, Nicola Morra.

"Renzi premia un capobastone che censura la stampa'' scrive in un tweet Riccardo Fraccaro, deputato M5S e segretario dell'ufficio di presidenza della Camera.

Sul blog di Grillo intervengono poi i parlamentari eletti in Calabria per il M5S, lo stesso Morra, Paolo Parentela, Dalila Nesci e Federica Dieni. "Gentile finisce agli onori della cronaca per un'incredibile vicenda di soffocamento della libertà di stampa'' scrivono i parlamentari. Ed è "questa la Calabria premiata da Matteo Renzi nel sottobosco dei sottosegretari''. Il post titola "#FuoriGentile dal Parlamento" e lancia un nuovo hashtag, prontamente rilanciato da Grillo su Twitter. Segue quindi un post scriptum in cui il M5S annuncia che "sta preparando la mozione di sfiducia individuale contro il sottosegretario Gentile nominato da Renzie''.

Ma critiche continuano a piovere anche dal Pd e su Facebook il senatore Francesco Russo si ''associa all'appello di Ferruccio De Bortoli, Mario Calabresi, Roberto Napoletano, Ezio Mauro ed Enrico Mentana: un sottosegretario che ha fatto pressioni per evitare la pubblicazione di una notizia deve essere sostituito immediatamente, senza se e senza ma". 

"Un progetto politico viene valutato anche sulla base della squadra che mette in campo. Credo sia ora di smetterla davvero con gli autogol - conclude Russo - perché a furia di farne tanti si rischia davvero di perdere la partita. E di servire, per l'ennesima volta, un assist a porta vuota a Silvio Berlusconi".

Di vicenda ''assolutamente inquietante'' torna a parlare Rosy Bindi, presidente della Commissione nazionale antimafia, che ribadisce: ''Spero che si dimetta".

Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Marzo 2014 16:31
 
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